lunedì, marzo 25

Fuori dal Mondo reale


Caro Lettore,

da poco ho superato la soglia dei 40 anni, una cima facile da raggiungere, ma dopo averla scollinata, è più difficile tornare indietro di quanto fosse stato nelle tappe precedenti. Ma non è un dispiacere, anzi, cominciare a prendere atto dei propri difetti e soprattutto imparare a selezionare e a scegliere, è un sorprendentemente piacevole sintomo di maturità.
Scegliere non significa solo decidere se mangiarsi un panino con la mortadella o con il prosciutto, ma vuol dire soprattutto rinunciare. Il segreto sta nel superare le apparenze e rendersi conto che la rinuncia che si sta facendo, apparentemente è un sacrificio, ma in realtà è una crescita. In un periodo recente della mia vita, mi è capitato di dover fare una scelta proprio di questo tipo: c’era da decidere se rinunciare alla piacevole frequentazione di due persone a causa della loro immaturità e mancanza di rispetto verso il prossimo.
Come sarà andata a finire?

La storia inizia qualche anno fa, quando cominciai a frequentare un gruppo di persone, a cui ero legata da un’attività ludica, un gioco, comunemente detto di ruolo, in cui guidati da un Maestro di giochi, tutti i componenti del gruppo una volta a settimana si ritrovavano intorno ad un tavolo e si abbandonavano alla fantasia, interpretando le avventure di personaggi fantastici.
Ben presto la frequentazione andò oltre la sessione settimanale di gioco, e il gruppo di giocatori diventò una vera e propria compagnia. Mi ricordo di cenoni di S. Silvestro, fine settimana al mare, gite, tutti momenti caratterizzati da grandi risate, tanto cameratismo e divertimento.

mercoledì, marzo 13

Alla Conquista del West



Molly: "E' così eccitante viaggiare Zeb, ogni giorno incontriamo un paesaggio diverso!"
Zeb: "Ecco perchè nessuno riesce a stare lontano da questo paese quando l'ha conosciuto!"


Caro Lettore,
C’è una serie televisiva che ho amato da piccola e di cui ti voglio raccontare, sperando che anche tu la conosca e possa condividere il ricordo con me, oppure di suscitare la tua curiosità, nel caso tu non l’avessi mai vista in tv.
Si tratta di “La conquista del West”, detta anche “Alla Conquista del West”, (titolo originale “How the west was won”) trasmessa in tre stagioni per un totale di 25 puntate, negli stati Uniti alla fine degli anni settanta, mentre in Italia per la prima volta tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta su rai due, e replicata negli anni da altre reti televisive.
Ho amato questa serie fin dalla prima puntata, ogni domenica pomeriggio mi piazzavo davanti alla tv con i miei genitori e cominciavo a gioire fin dalla sigla iniziale, che era costruita da una successione di immagini dei canyon, dei boschi e delle praterie americane con una musica che mi è rimasta in testa da sempre.  La mia passione per questo telefilm è stata tale che ho una serie di audio-cassette registrate mettendo il registratore vicino al televisore, la cui qualità si può immaginare quanto fosse elevata, che mi risentivo spesso dopo la fine della messa in onda del telefilm.
La serie è incentrata sulle vicissitudini di una famiglia americana, la famiglia Macahan nel periodo tra il 1860 e il 1870, subito prima, durante e dopo la Guerra Civile Americana.
Alcuni componenti della famiglia Macahan, da sx, Lara, Josh, Zeb, Luke, Jesse, Molly
Le avventure della famiglia cominciano proprio alla vigilia della guerra di secessione: il capofamiglia Timothy vive con la moglie Kate e i quattro figli Luke, Lara, Josh e Jessie in Virginia, dove gestisce una fattoria coltivando i campi annessi.
Nei 13 episodi complessivi delle prime due serie si raccontano le storie dei protagonisti, e le varie vicende si intersecano tra di loro senza esaurirsi in singoli episodi. Nell’ultima serie invece il filo rosso della storia principale scompare quasi del tutto ed abbiamo 11 capitoli “chiusi” in cui si racconta una storia che si esaurisce con la fine dell’episodio.

giovedì, gennaio 10

Primi Amori

Caro Lettore,

dopo un breve periodo di interruzione comincio il nuovo anno con un post romantico.
La notte di S.Silvestro si è creata una circostanza per cui sono riaffiorati alla mia mente ricordi di un mio piccolo grande amore durante il periodo delle scuole medie.

Sono passati tanti anni però si tratta di emozioni che difficilmente si scordano, le emozioni dei primi amori, del primo bacio, dei primi batticuori.
Il mio primo bacio l'ho dato all'età di sei anni, ad un mio compagno di prima elementare, tale Rinaldo, un bambino biondo con una vocina stridula per la quale veniva spesso preso in giro da mio padre. Mi ricordo un pomeriggio di primavera, avevo invitato a casa Rinaldo insieme ad un altro compagno di classe, Sergio, giocavamo ad impersonare dei personaggi di fantasia. Io ero la principessa, Rinaldo il principe azzurro mentre Sergio era lo stregone cattivo che ci perseguitava impedendoci di coronare il nostro sogno d'amore. Alla fine corri di qua e di là sali e scendi le scale di casa ci ritrovammo seduti in giardino e lì scattò questo innocente bacio sfiorandoci appena le labbra mentre lo stregone cattivo veniva sconfitto e moriva tra atroci dolori. Quel bacio faceva parte del gioco e non mi sconvolse più di tanto, però è stato il mio primo bacio e tale è rimasto nella mia mente.